Prorogato il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica
La Legge di Bilancio 2026 prevede un credito d’imposta al 10%, utilizzabile in un’unica quota annuale, per le imprese che investono in attività di design e ideazione estetica.
Vi segnaliamo che la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha prorogato per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica.
La misura è rivolta alle imprese operanti in Italia per sostenere le attività di progettazione del design di qualsiasi prodotto industriale o artigianale.
Il credito d’imposta 2026
Il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, al netto di altre sovvenzioni o contributi sulle stesse spese ammissibili, ed entro il limite annuale di 2 milioni di euro. Il credito è utilizzabile in un’unica quota annuale, con un meccanismo di compensazione immediata che comporta un significativo vantaggio in termini di liquidità aziendale.
Limite complessivo di 60 milioni di euro
La misura prevede un limite di spesa complessivo di 60 milioni di euro, dunque sarà necessario per l’impresa che desidera usufruire del credito d’imposta inviare una comunicazione telematica, relativa ai costi sostenuti e all’importo maturato, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il credito d’imposta fino al 2025
Fino al 2025 il credito d’imposta, sempre con un limite annuale di 2 milioni di euro, è riconosciuto con l’aliquota del 5% delle spese sostenute ed è utilizzabile in 3 quote annuali a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’adempimento degli obblighi di certificazione.
Spese ammissibili
Le spese ammissibili al credito d’imposta comprendono:
1) costi del personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
2) quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o semplice e altre spese relative a beni materiali mobili, entro il limite del 30% delle spese di personale indicate al punto 1;
3) costi per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del commissionario, residente in Italia, UE, SEE o paese white list, delle attività ammissibili, stipulati con professionisti o studi professionali o altre imprese – nel caso di contratti infragruppo, valgono le stesse regole applicabili nel caso di attività svolte internamente;
4) costi per servizi di consulenza e servizi equivalenti, svolti da parte di soggetti residenti in Italia, UE, SEE o paese white list, ed utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle attività ammissibili, nel limite massimo pari al 20% delle spese di personale indicate al punto 1 o al punto 3;
5) spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività ammissibili, entro il limite del 30 % delle spese di personale di cui al punto 1 ovvero delle spese per i contratti di cui al punto 3.